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	<title>Commenti a: Master &#8220;Gestalt Counseling&#8221; 11° Edizione</title>
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	<description>Counseling e Sviluppo Personale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 10:53:23 +0200</lastBuildDate>
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		<title>Di: Sara Patres</title>
		<link>http://www.aspicvenezia.org/corsi-counseling/scuola-superiore-europea-di-counseling-professionale/comment-page-1/#comment-629</link>
		<dc:creator>Sara Patres</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 11:19:02 +0000</pubDate>
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		<description>Stazione Termini 21/07/2010  ore 19.00 Viaggio di ritorno in treno 
Mi sprofondo al mio posto dopo una corsa resa più divertente dalle borse capienti  e colorate che ballonzolano a destra e a sinistra. In questi giorni  hanno ospitato il materiale per il laboratorio pratico, una delle prove d’esame del Terzo  anno. 
Prendo fiato dopo una settimana avvincente in cui si sono susseguite emozioni e sensazioni  in un continuum a volte contrastante..l’apprensione, la strizza, la carica di adrenalina, la gioia della condivisione , il piacere della cooperazione, la stanchezza fisica … I miei pensieri iniziano a viaggiare e ritorno ad un ricordo di tre anni fa quando il nostro  gruppo del Corso Introduttivo si incontrò per la prima volta con gli “altri” del primo anno del Master in Gestalt  Counselling. 
Sapevamo che avremmo continuato il nostro percorso assieme, ma come prima di  ogni incontro che si rispetti si erano creati  in me delle aspettative, degli interrogativi, dei dubbi ( come saranno? Come andrà? Mah   ???).
L’incontro con queste persone uniche mi ha insegnato a non spaventarmi per la novità ,ma a cercarla quasi con insistenza, a non farmi paralizzare dalle domande, ma a vivere l’esperienza-e che comunque vada sarà un successo, per il solo fatto che si è sperimentato qualcosa di nutriente ed ecologico per noi e per gli altri- ad accettare e ad accettarmi nei miei momenti di gloria e soprattutto in quelli di debolezza. Questi ultimi infatti sono come un’ombra che dà senso in modo complementare alla luce unica che dimora in ognuno di noi e si integra con essa.
Vedo questi tre anni di Master come un “ciclo del nutrimento” per la persona. C’è il momento in cui hai bisogno di mangiare in modo spasmodico e prendi tutto quello che puoi e anche il momento in cui ti senti sazio e preferisci prendere una pausa e lasciar decantare. Poi impari ad autoregolarti perché interiorizzi il tuo” metabolismo psicofisico” e contatti e ti ritiri dalle esperienze secondo un ritmo che è per te funzionale. Arriva poi il giorno meraviglioso in cui ti accorgi che tu stesso puoi essere di nutrimento per qualcun altro e il tutto si attua in una rete di esperienze, di persone , di significati che si amplifica in modo graduale .
Finalmente mi  rendo conto – nella testa, nel cuore e nella pancia- che c’è interdipendenza nel gruppo e che tutte quelle domande che mi erano balenate prima del fatidico incontro del primo anno sono finite nello sfondo.  In figura emerge il bisogno di tradurre in esperienza ciò che si è appreso, di fare da specchio come counsellor  in modo umile e nutriente a chi chiederà il nostro aiuto ognuno in modo unico ,ognuno secondo le proprie capacità.
Mi risuonano due parole in  testa ( nel frattempo si è fatta pesante per la stanchezza della giornata): possibilità ed alternativa. Il Master in Gestalt Counselling  mi ha offerto delle possibilità e mi ha insegnato a darmi e dare delle possibilità. Il regno delle possibilità apre la strada ad un  modo alternativo di concepirsi come individuo nel mondo.
Ore 23.00 :arrivo alla stazione di Mestre.
 Scendo dal treno ..fino a tre anni fa avrei guardato con malinconia ad un’esperienza che si conclude, convinta che sarebbe finita per sempre. Respiro a fondo e si apre un sorriso dentro me: sento che qualcosa di nuovo sta per iniziare e che nelle borse colorate che ballonzolano a destra e a sinistra c’è quanto mi serve per “nutrirmi e per nutrire “ e in fondo anche … molto e molto di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stazione Termini 21/07/2010  ore 19.00 Viaggio di ritorno in treno<br />
Mi sprofondo al mio posto dopo una corsa resa più divertente dalle borse capienti  e colorate che ballonzolano a destra e a sinistra. In questi giorni  hanno ospitato il materiale per il laboratorio pratico, una delle prove d’esame del Terzo  anno.<br />
Prendo fiato dopo una settimana avvincente in cui si sono susseguite emozioni e sensazioni  in un continuum a volte contrastante..l’apprensione, la strizza, la carica di adrenalina, la gioia della condivisione , il piacere della cooperazione, la stanchezza fisica … I miei pensieri iniziano a viaggiare e ritorno ad un ricordo di tre anni fa quando il nostro  gruppo del Corso Introduttivo si incontrò per la prima volta con gli “altri” del primo anno del Master in Gestalt  Counselling.<br />
Sapevamo che avremmo continuato il nostro percorso assieme, ma come prima di  ogni incontro che si rispetti si erano creati  in me delle aspettative, degli interrogativi, dei dubbi ( come saranno? Come andrà? Mah   ???).<br />
L’incontro con queste persone uniche mi ha insegnato a non spaventarmi per la novità ,ma a cercarla quasi con insistenza, a non farmi paralizzare dalle domande, ma a vivere l’esperienza-e che comunque vada sarà un successo, per il solo fatto che si è sperimentato qualcosa di nutriente ed ecologico per noi e per gli altri- ad accettare e ad accettarmi nei miei momenti di gloria e soprattutto in quelli di debolezza. Questi ultimi infatti sono come un’ombra che dà senso in modo complementare alla luce unica che dimora in ognuno di noi e si integra con essa.<br />
Vedo questi tre anni di Master come un “ciclo del nutrimento” per la persona. C’è il momento in cui hai bisogno di mangiare in modo spasmodico e prendi tutto quello che puoi e anche il momento in cui ti senti sazio e preferisci prendere una pausa e lasciar decantare. Poi impari ad autoregolarti perché interiorizzi il tuo” metabolismo psicofisico” e contatti e ti ritiri dalle esperienze secondo un ritmo che è per te funzionale. Arriva poi il giorno meraviglioso in cui ti accorgi che tu stesso puoi essere di nutrimento per qualcun altro e il tutto si attua in una rete di esperienze, di persone , di significati che si amplifica in modo graduale .<br />
Finalmente mi  rendo conto – nella testa, nel cuore e nella pancia- che c’è interdipendenza nel gruppo e che tutte quelle domande che mi erano balenate prima del fatidico incontro del primo anno sono finite nello sfondo.  In figura emerge il bisogno di tradurre in esperienza ciò che si è appreso, di fare da specchio come counsellor  in modo umile e nutriente a chi chiederà il nostro aiuto ognuno in modo unico ,ognuno secondo le proprie capacità.<br />
Mi risuonano due parole in  testa ( nel frattempo si è fatta pesante per la stanchezza della giornata): possibilità ed alternativa. Il Master in Gestalt Counselling  mi ha offerto delle possibilità e mi ha insegnato a darmi e dare delle possibilità. Il regno delle possibilità apre la strada ad un  modo alternativo di concepirsi come individuo nel mondo.<br />
Ore 23.00 :arrivo alla stazione di Mestre.<br />
 Scendo dal treno ..fino a tre anni fa avrei guardato con malinconia ad un’esperienza che si conclude, convinta che sarebbe finita per sempre. Respiro a fondo e si apre un sorriso dentro me: sento che qualcosa di nuovo sta per iniziare e che nelle borse colorate che ballonzolano a destra e a sinistra c’è quanto mi serve per “nutrirmi e per nutrire “ e in fondo anche … molto e molto di più.</p>
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	<item>
		<title>Di: Federico Giampieri</title>
		<link>http://www.aspicvenezia.org/corsi-counseling/scuola-superiore-europea-di-counseling-professionale/comment-page-1/#comment-600</link>
		<dc:creator>Federico Giampieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 21:15:23 +0000</pubDate>
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		<description>Cosa sta dando ad un partecipante del primo anno di corso il Master? 
Questa è  una domanda fondamentale, per chi si sta chiedendo se partecipare, da porre a chi vive la distanza dalla meta ed il dubbio delle sensazioni che si provano dopo alcuni mesi dall’inizio.
Ho sperimentato l’efficacia della modalità di lavoro che ti rende consapevolmente e gradatamente operativo già dalle prime lezioni, ho provato la sensazione di essere in un ambiente accogliente nel quale si è liberi di esprimere rispettosamente e incondizionatamente se stessi. Senti la presenza del gruppo che vedi nascere e crescere con te ed intorno a te che si fa via via più imponente ed il legame che si crea con gli stessi docenti rende ancor più libera, più appassionante la ricerca, la scoperta di proprie risorse più o meno conosciute o piu o meno sconosciute e queste diventano l’essenza stessa del gruppo, diventano la novità per se e per gli altri da condividere.
E quando durante la “Maratona” di noi partecipanti del primo anno, assieme a quelli del terzo anno, riesci a rifletterti, se non addirittura ad immedesimarti, in questi ultimi e nel Counselor che sarai e nelle competenze che avrai, il desiderio si consolida e trovarsi ognuno  come un elemento essenziale, tra tutti gli essenziali elementi del tuo gruppo, muove una sensazione di fierezza e di naturale e spontanea appartenenza.

Questa è l’esperienza e l’esperenzialità del Master dove la salita verso l’obiettivo finale è anche la discesa nelle 
proprie profondità vivendo l’armonica attivazione delle proprie rinnovate  risorse e la scoperta di potenzialità inattive che ognuno di noi, solo per il fatto di esistere, per natura umana, possiede.
Ciò che ti viene insegnato si integra con chi sei già e l’arricchimento che ne deriva diventa anche una efficace ed elastica nuova forma di essere, di comunicare, di ascoltare, di elaborare trovando, in tutti gli aspetti della vita di tutti i giorni, una diversa possibilità per dare voce, mani, gambe, cuore al proprio io nella relazione con se stessi e nelle nostre relazioni con e verso gli altri. 
Il master ti dona strumenti per ridurre le distanze insegnando a guardare e rafforzare ciò che ci unisce gli uni agli altri piuttosto che ciò che ci divide. 

Un saluto va ai nostri docenti ed ai miei compagni di questo avventuroso viaggio nell’infinito cosmo delle possibilità da cogliere dentro di noi e là fuori, tra la gente comune….</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa sta dando ad un partecipante del primo anno di corso il Master?<br />
Questa è  una domanda fondamentale, per chi si sta chiedendo se partecipare, da porre a chi vive la distanza dalla meta ed il dubbio delle sensazioni che si provano dopo alcuni mesi dall’inizio.<br />
Ho sperimentato l’efficacia della modalità di lavoro che ti rende consapevolmente e gradatamente operativo già dalle prime lezioni, ho provato la sensazione di essere in un ambiente accogliente nel quale si è liberi di esprimere rispettosamente e incondizionatamente se stessi. Senti la presenza del gruppo che vedi nascere e crescere con te ed intorno a te che si fa via via più imponente ed il legame che si crea con gli stessi docenti rende ancor più libera, più appassionante la ricerca, la scoperta di proprie risorse più o meno conosciute o piu o meno sconosciute e queste diventano l’essenza stessa del gruppo, diventano la novità per se e per gli altri da condividere.<br />
E quando durante la “Maratona” di noi partecipanti del primo anno, assieme a quelli del terzo anno, riesci a rifletterti, se non addirittura ad immedesimarti, in questi ultimi e nel Counselor che sarai e nelle competenze che avrai, il desiderio si consolida e trovarsi ognuno  come un elemento essenziale, tra tutti gli essenziali elementi del tuo gruppo, muove una sensazione di fierezza e di naturale e spontanea appartenenza.</p>
<p>Questa è l’esperienza e l’esperenzialità del Master dove la salita verso l’obiettivo finale è anche la discesa nelle<br />
proprie profondità vivendo l’armonica attivazione delle proprie rinnovate  risorse e la scoperta di potenzialità inattive che ognuno di noi, solo per il fatto di esistere, per natura umana, possiede.<br />
Ciò che ti viene insegnato si integra con chi sei già e l’arricchimento che ne deriva diventa anche una efficace ed elastica nuova forma di essere, di comunicare, di ascoltare, di elaborare trovando, in tutti gli aspetti della vita di tutti i giorni, una diversa possibilità per dare voce, mani, gambe, cuore al proprio io nella relazione con se stessi e nelle nostre relazioni con e verso gli altri.<br />
Il master ti dona strumenti per ridurre le distanze insegnando a guardare e rafforzare ciò che ci unisce gli uni agli altri piuttosto che ciò che ci divide. </p>
<p>Un saluto va ai nostri docenti ed ai miei compagni di questo avventuroso viaggio nell’infinito cosmo delle possibilità da cogliere dentro di noi e là fuori, tra la gente comune….</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Sacchetti</title>
		<link>http://www.aspicvenezia.org/corsi-counseling/scuola-superiore-europea-di-counseling-professionale/comment-page-1/#comment-561</link>
		<dc:creator>Alessandro Sacchetti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 18:30:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspicvenezia.org/wordpress/?p=40#comment-561</guid>
		<description>Ho conosciuto il Counselling (mi sembra doveroso usare lo spelling britannico, per chi non lo sapesse lo spelling con una solo “l” è americano!!!) nel 1997 in Inghilterra.  Alcuni amici Counsellor nel 1998 mi avevano chiesto se mi interessasse lavorare come Counsellor ma la mia risposta fu negativa perché al tempo avevo intenzioni ed aspirazioni diverse.  Incuriosito chiesi loro il motivo di una tale domanda.  Mi risposero che avevo molto delle caratteristiche del Counsellor.  Nel 2000 iniziai un corso di Analisi Transazionale che durò 2 anni riconosciuto da South West Universities Board.  Nel 2003 sono rientrato in Italia e il mio lavoro qui mi ha portato sempre più ad avvicinarmi al Counselling ed a prendere una decisione di diventare Counsellor.  Il prossimo passo fu quello di trovare delle scuole in Italia,  nei paesi di lingua inglese il Counselling era molto diffuso noi eravamo ancora agli albori.  Iniziai con un indagine su internet e chiedendo ad amici: entrambe le vie mi portarono all&#039;ASPIC.  Così dopo due colloqui uno con la dottoressa Vera Cabras e uno con il dottor Elvino Miali approdai alla maratona di Recoaro prima e al master immediatamente dopo. Per me è stata una bellissima esperienza sia come crescita personale e sia come crescita professionale.  Inoltre ho conosciuto delle persone stupende che mi hanno aiutato a crescere nel mio cammino.  Il rapporto con loro è stato molto arricchente e intendo sia il rapporto con i miei compagni di corso sia quello con i docenti.  Ringrazio anche il tutor Max per averlo sentito vicino e positivo durante tutto il master.  Sono rimasto in contatto con la maggior di loro e con alcuni abbiamo anche iniziato una collaborazione.  Colgo l&#039;occasione per ringraziare il dottor Miali per avermi dato questa possibilità.  

Alessandro Sacchetti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho conosciuto il Counselling (mi sembra doveroso usare lo spelling britannico, per chi non lo sapesse lo spelling con una solo “l” è americano!!!) nel 1997 in Inghilterra.  Alcuni amici Counsellor nel 1998 mi avevano chiesto se mi interessasse lavorare come Counsellor ma la mia risposta fu negativa perché al tempo avevo intenzioni ed aspirazioni diverse.  Incuriosito chiesi loro il motivo di una tale domanda.  Mi risposero che avevo molto delle caratteristiche del Counsellor.  Nel 2000 iniziai un corso di Analisi Transazionale che durò 2 anni riconosciuto da South West Universities Board.  Nel 2003 sono rientrato in Italia e il mio lavoro qui mi ha portato sempre più ad avvicinarmi al Counselling ed a prendere una decisione di diventare Counsellor.  Il prossimo passo fu quello di trovare delle scuole in Italia,  nei paesi di lingua inglese il Counselling era molto diffuso noi eravamo ancora agli albori.  Iniziai con un indagine su internet e chiedendo ad amici: entrambe le vie mi portarono all&#8217;ASPIC.  Così dopo due colloqui uno con la dottoressa Vera Cabras e uno con il dottor Elvino Miali approdai alla maratona di Recoaro prima e al master immediatamente dopo. Per me è stata una bellissima esperienza sia come crescita personale e sia come crescita professionale.  Inoltre ho conosciuto delle persone stupende che mi hanno aiutato a crescere nel mio cammino.  Il rapporto con loro è stato molto arricchente e intendo sia il rapporto con i miei compagni di corso sia quello con i docenti.  Ringrazio anche il tutor Max per averlo sentito vicino e positivo durante tutto il master.  Sono rimasto in contatto con la maggior di loro e con alcuni abbiamo anche iniziato una collaborazione.  Colgo l&#8217;occasione per ringraziare il dottor Miali per avermi dato questa possibilità.  </p>
<p>Alessandro Sacchetti</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Guido Resi</title>
		<link>http://www.aspicvenezia.org/corsi-counseling/scuola-superiore-europea-di-counseling-professionale/comment-page-1/#comment-560</link>
		<dc:creator>Guido Resi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 16:24:56 +0000</pubDate>
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		<description>Che cosa mi ha insegnato il master di counseling? Che non posso più scappare, che non ho più scuse per non prendere in mano la mia vita, indipendentemente da quello che saprò fare e mi ha dato anche la consapevolezza che prendersi la responsabilità di se stessi e delle proprie scelte è la cosa giusta da fare, forse una delle poche certezze che ho.
Ho cominciato il master per curiosità; poi si è rivelato una sorta di viaggio dentro me stesso e dentro la modalità delle mie relazioni con gli altri. E adesso mi sto accorgendo di quanto, quasi senza volerlo, sia cambiato. Perché è un percorso che scopre, che forma, che rafforza l’identità di una persona, mette davanti a se stessi, che lo si voglia o no, … a meno che uno non scappi!!!
Sono stati tre anni belli, pieni; e tornando indietro con la mente, vedo all’inizio una parte di me come un giardino incolto, abbandonato e pieno di erbacce. Pian piano grazie agli stimoli e agli strumenti che mi hanno dato, ho imparato ad apprezzare quel luogo nascosto, a coltivarlo, a farlo crescere; e questo, come dice la pubblicità della MasterCard… non ha prezzo!
Ancora una volta ringrazio di cuore insegnanti e colleghi di corso con cui mi sono confrontato, che mi hanno pungolato, che mi hanno sedotto e con cui a volte mi sono anche arrabbiato. Ma fa parte del gioco, perché il corso di counseling è uno spaccato di vita vera.
Un abbraccio, Guido</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa mi ha insegnato il master di counseling? Che non posso più scappare, che non ho più scuse per non prendere in mano la mia vita, indipendentemente da quello che saprò fare e mi ha dato anche la consapevolezza che prendersi la responsabilità di se stessi e delle proprie scelte è la cosa giusta da fare, forse una delle poche certezze che ho.<br />
Ho cominciato il master per curiosità; poi si è rivelato una sorta di viaggio dentro me stesso e dentro la modalità delle mie relazioni con gli altri. E adesso mi sto accorgendo di quanto, quasi senza volerlo, sia cambiato. Perché è un percorso che scopre, che forma, che rafforza l’identità di una persona, mette davanti a se stessi, che lo si voglia o no, … a meno che uno non scappi!!!<br />
Sono stati tre anni belli, pieni; e tornando indietro con la mente, vedo all’inizio una parte di me come un giardino incolto, abbandonato e pieno di erbacce. Pian piano grazie agli stimoli e agli strumenti che mi hanno dato, ho imparato ad apprezzare quel luogo nascosto, a coltivarlo, a farlo crescere; e questo, come dice la pubblicità della MasterCard… non ha prezzo!<br />
Ancora una volta ringrazio di cuore insegnanti e colleghi di corso con cui mi sono confrontato, che mi hanno pungolato, che mi hanno sedotto e con cui a volte mi sono anche arrabbiato. Ma fa parte del gioco, perché il corso di counseling è uno spaccato di vita vera.<br />
Un abbraccio, Guido</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Laura Costa</title>
		<link>http://www.aspicvenezia.org/corsi-counseling/scuola-superiore-europea-di-counseling-professionale/comment-page-1/#comment-559</link>
		<dc:creator>Laura Costa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 18:50:41 +0000</pubDate>
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		<description>Come si fa a lasciare &quot;un&quot; commento sul Master in &quot;Gestalt Counseling&quot;? Tre anni di relazioni, di empatia, di espressività, di emozioni, di confronto, di condivisione, di liberazione, di accettazione, di studio, di apprendimento, di lacrime, di sorrisi e di abbracci. Oltre a cio&#039; (....provare per credere) il Master mi ha fornito degli strumenti per la mia professione: nonostante fossi psicologa gli strumenti mi mancavano! Anche se sono passati ormai un paio d&#039;anni le emozioni riaffiorano e mi ritengo fortunata per aver avuto la possibilità di vivere questa esperienza! Grazie ai miei compagni di viaggio, a chi c&#039;e&#039; e a chi non c&#039;e&#039; piu&#039; ed alle  guide che ci hanno sempre incoraggiato!
Laura Costa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come si fa a lasciare &#8220;un&#8221; commento sul Master in &#8220;Gestalt Counseling&#8221;? Tre anni di relazioni, di empatia, di espressività, di emozioni, di confronto, di condivisione, di liberazione, di accettazione, di studio, di apprendimento, di lacrime, di sorrisi e di abbracci. Oltre a cio&#8217; (&#8230;.provare per credere) il Master mi ha fornito degli strumenti per la mia professione: nonostante fossi psicologa gli strumenti mi mancavano! Anche se sono passati ormai un paio d&#8217;anni le emozioni riaffiorano e mi ritengo fortunata per aver avuto la possibilità di vivere questa esperienza! Grazie ai miei compagni di viaggio, a chi c&#8217;e&#8217; e a chi non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; ed alle  guide che ci hanno sempre incoraggiato!<br />
Laura Costa</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: LUISELLA GRANDESSO</title>
		<link>http://www.aspicvenezia.org/corsi-counseling/scuola-superiore-europea-di-counseling-professionale/comment-page-1/#comment-558</link>
		<dc:creator>LUISELLA GRANDESSO</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 20:38:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspicvenezia.org/wordpress/?p=40#comment-558</guid>
		<description>Mi sono laureata in psicologia il 19 marzo del 1986, lavorando come insegnante di scuola primaria.Ero già sposata : è subito  arrivato  nostro figlio Tommaso e con lui il lavoro per mio marito.
E poi la casa,mia figlia Annachiara, il miracolo della mia  vita, , e contemporaneamente , c’era il volontariato ,c’erano ….GLI ALTRI………
Mi piaceva ascoltarli , mi interessavano le persone con le loro gioie e i loro problemi e tutti mi riconoscevano la capacità di saper accogliere ed ascoltare… 
Nello studio di casa mia raccoglievo, da amica o conoscente, le confidenze,le incertezze,  le sofferenze di chi aveva bisogno di uno spazio per parlare ed essere compreso.
Ma sentivo che mi mancava la professionalità  per dare all’altro l’opportunità di trovare in sé le risposte che cercava.
Gli anni erano volati e non avevo  più considerato perseguibile  la mia carriera come psicologa:le competenze erano da aggiornare, le responsabilità impedivano obiettivi da perseguirsi con tempi lunghi e dedizione completa ,l’ ambizione era sicuramente  un po’ sopita dalla vita.
Inoltre non avevo mai potuto offrirmi la possibilità di lavorare sulle mie ferite, per riconoscerle e ...finalmente l’ho fatto ,guardando in faccia la mia sofferenza .
Credo  fortemente nell’affermazione di Sartre che dice:
“ L’importante non è quello che hanno fatto di me, ma ciò che io faccio di quello che hanno fatto di me. “ 
Non ho mai perso la voglia di cercare perché, come dice Carl Rogers “….La buona vita è un procedere, non è uno stato dell’essere.”
Un giorno ….ho trovato un articolo di giornale che mi ha  rimandato alla  parola COUNSELING.
Era quello che amavo : una professione nella relazione d’aiuto.
Il counselor,..affascinante figura  specialista dell’ascolto, un esperto di comunicazione... 
Ho continuato a cercare e ho trovato il sito dell’ASPIC di cui c’è una sede anche  a Mestre.
Mi ha accolta , al telefono, una voce amica ,calda e rassicurante: scoprii più tardi che era di Nadia ,la prima preziosa tutor che ho incontrato.
Ho capito che era possibile. Il precontatto mi aveva dato fiducia. 
Potevo finalmente  provare a mettere insieme la mia formazione universitaria,
le competenze acquisite nel corso della vita e della carriera  e le attitudini personali mai riconosciute da certificati o diplomi.
Mi aspettavo di fare un’esperienza formativa nuova e stimolante che arricchisse innanzitutto me stessa,di ricevere adeguata istruzione per poter, eventualmente, riconvertirmi in una nuova professione.
E’STATO COSI&#039;!
Dopo il  corso introduttivo al master in gestalt-counseling e la maratona di Recoaro, attraverso  cui sono entrata maggiormente in contatto con me stessa , ho deciso che avrei  provato a modificare la mia vita al fine di trovare lo spazio che mi serviva  per continuare il cammino verso il conseguimento del diploma di I livello. 
Mi sono messa alla prova  relativamente  allo studio e ho trovato un accompagnamento rigoroso e competente da parte dei maestri dell’Aspic.
Il &lt;a href=&quot;http://www.aspicvenezia.org/docenti-2/medico_psicoterapeuta/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;dott. Miali&lt;/a&gt;, in particolare,  mi ha insegnato a credere, guardando al futuro con occhi diversi e positivi.
 L’’iscrizione al master triennale “Gestalt counseling” , la frequenza a Mestre dove ho trovato i maestri  che da tempo cercavo  e poi i workshop e i compagni del corso, e … gli esami a  Roma….hanno confermato la convinzione che la counselor Rita mi ha fatto esperienziare  a Recoaro “C’è posto anche per te…”.
Oggi, ho 53 anni.
Mi sono diplomata nel 2008  e attualmente pratico  attività saltuaria con i clienti ,mi sottopongo alla supervisione , mi aggiorno e studio, ho fatto tirocinio: voglio diventare counselor professionista .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono laureata in psicologia il 19 marzo del 1986, lavorando come insegnante di scuola primaria.Ero già sposata : è subito  arrivato  nostro figlio Tommaso e con lui il lavoro per mio marito.<br />
E poi la casa,mia figlia Annachiara, il miracolo della mia  vita, , e contemporaneamente , c’era il volontariato ,c’erano ….GLI ALTRI………<br />
Mi piaceva ascoltarli , mi interessavano le persone con le loro gioie e i loro problemi e tutti mi riconoscevano la capacità di saper accogliere ed ascoltare…<br />
Nello studio di casa mia raccoglievo, da amica o conoscente, le confidenze,le incertezze,  le sofferenze di chi aveva bisogno di uno spazio per parlare ed essere compreso.<br />
Ma sentivo che mi mancava la professionalità  per dare all’altro l’opportunità di trovare in sé le risposte che cercava.<br />
Gli anni erano volati e non avevo  più considerato perseguibile  la mia carriera come psicologa:le competenze erano da aggiornare, le responsabilità impedivano obiettivi da perseguirsi con tempi lunghi e dedizione completa ,l’ ambizione era sicuramente  un po’ sopita dalla vita.<br />
Inoltre non avevo mai potuto offrirmi la possibilità di lavorare sulle mie ferite, per riconoscerle e &#8230;finalmente l’ho fatto ,guardando in faccia la mia sofferenza .<br />
Credo  fortemente nell’affermazione di Sartre che dice:<br />
“ L’importante non è quello che hanno fatto di me, ma ciò che io faccio di quello che hanno fatto di me. “<br />
Non ho mai perso la voglia di cercare perché, come dice Carl Rogers “….La buona vita è un procedere, non è uno stato dell’essere.”<br />
Un giorno ….ho trovato un articolo di giornale che mi ha  rimandato alla  parola COUNSELING.<br />
Era quello che amavo : una professione nella relazione d’aiuto.<br />
Il counselor,..affascinante figura  specialista dell’ascolto, un esperto di comunicazione&#8230;<br />
Ho continuato a cercare e ho trovato il sito dell’ASPIC di cui c’è una sede anche  a Mestre.<br />
Mi ha accolta , al telefono, una voce amica ,calda e rassicurante: scoprii più tardi che era di Nadia ,la prima preziosa tutor che ho incontrato.<br />
Ho capito che era possibile. Il precontatto mi aveva dato fiducia.<br />
Potevo finalmente  provare a mettere insieme la mia formazione universitaria,<br />
le competenze acquisite nel corso della vita e della carriera  e le attitudini personali mai riconosciute da certificati o diplomi.<br />
Mi aspettavo di fare un’esperienza formativa nuova e stimolante che arricchisse innanzitutto me stessa,di ricevere adeguata istruzione per poter, eventualmente, riconvertirmi in una nuova professione.<br />
E’STATO COSI&#8217;!<br />
Dopo il  corso introduttivo al master in gestalt-counseling e la maratona di Recoaro, attraverso  cui sono entrata maggiormente in contatto con me stessa , ho deciso che avrei  provato a modificare la mia vita al fine di trovare lo spazio che mi serviva  per continuare il cammino verso il conseguimento del diploma di I livello.<br />
Mi sono messa alla prova  relativamente  allo studio e ho trovato un accompagnamento rigoroso e competente da parte dei maestri dell’Aspic.<br />
Il <a href="http://www.aspicvenezia.org/docenti-2/medico_psicoterapeuta/" rel="nofollow">dott. Miali</a>, in particolare,  mi ha insegnato a credere, guardando al futuro con occhi diversi e positivi.<br />
 L’’iscrizione al master triennale “Gestalt counseling” , la frequenza a Mestre dove ho trovato i maestri  che da tempo cercavo  e poi i workshop e i compagni del corso, e … gli esami a  Roma….hanno confermato la convinzione che la counselor Rita mi ha fatto esperienziare  a Recoaro “C’è posto anche per te…”.<br />
Oggi, ho 53 anni.<br />
Mi sono diplomata nel 2008  e attualmente pratico  attività saltuaria con i clienti ,mi sottopongo alla supervisione , mi aggiorno e studio, ho fatto tirocinio: voglio diventare counselor professionista .</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Patrizio Milan</title>
		<link>http://www.aspicvenezia.org/corsi-counseling/scuola-superiore-europea-di-counseling-professionale/comment-page-1/#comment-557</link>
		<dc:creator>Patrizio Milan</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 15:02:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspicvenezia.org/wordpress/?p=40#comment-557</guid>
		<description>Mi sono avvicinato al counseling in maniera casuale: nel 2005 ero riuscito a laurearmi in Scienze Politiche entro i tempi che mi ero prefigurato e, pertanto, avevo deciso di farmi un regalo; ero orientato inizialmente ad un viaggio a Sharm El Sheik, ma la mia fidanzata (che poi sarebbe diventata mia moglie) mi segnalò la possibilità di iscrivermi ad un corso di “introduzione al counseling”, organizzato dalla sede ASPIC di Mestre. 
L’esperienza del corso introduttivo fu molto “sorprendente”, ma, grazie all’incoscienza con cui l’avevo affrontata, trascorse in maniera abbastanza tranquilla. L’idea di affrontare il master in Gestalt counseling, però, non mi convinceva molto, mi sembrava eccessivamente impegnativa, tuttavia la materia mi appassionava e per un periodo ho comunque frequentato corsi organizzati dall’ASPIC, come quello di “Counseling aziendale” e quello di “PNL e coaching motivazionale”. 
All’inizio del 2007 ho compiuto il grande passo: mi sono iscritto al master; è stata dura, mi sono dovuto inserire (assieme ad alcune altre persone) in un gruppo che aveva già sviluppato delle proprie dinamiche interne e mi sono sentito in difficoltà. A questo va aggiunto che sono una persona con un carattere piuttosto riservato e che il lavoro che svolgo tende a sviluppare, di base, aspetti relazionali legati più alla direttività ed al vincolo gerarchico che all’approccio rogersiano. Di conseguenza, avvertivo una pesante contraddizione tra come, in certe situazioni relazionali, ero abituato a comportarmi secondo le mie esperienze pregresse e come mi dovevo/volevo comportare nel nuovo ambiente. All’inizio ciò ha portato anche a contrapposizioni di vedute, in particolare con alcuni altri frequentatori del master, ma mi ha consentito di vivere in maniera davvero intensa questa esperienza e di considerare ogni lezione come una fondamentale tappa per il mio percorso di crescita personale. 
Facendo un bilancio di questi tre anni, credo di aver ricevuto molto da questa esperienza e mi rimane il dubbio che forse potevo dare qualcosa di più, ma, per adesso, va bene così. 
Di tutto quanto è successo, ringrazio infinitamente i miei compagni di corso, a cominciare da quelli che all’inizio mi facevano più “arrabbiare”, continuando con quelli che maggiormente – durante tutto il corso - mi hanno sollecitato con le loro “provocazioni”, per concludere con quelli con cui ero in più stretto contatto empatico. Sono stati tutti importanti. 
Un ringraziamento particolare va al Direttore della sede ASPIC di Mestre, Dott. Elvino Miali, che è stato un grande coach, specie nei momenti topici del corso, a tutti gli insegnanti – soprattutto per la loro Presenza (con la P maiuscola, si badi bene) durante i lavori esperienziali – ed al mitico tutor Max, sempre vicino e positivo durante tutto il percorso.

Trieste, 29 aprile 2010

Patrizio Milan</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono avvicinato al counseling in maniera casuale: nel 2005 ero riuscito a laurearmi in Scienze Politiche entro i tempi che mi ero prefigurato e, pertanto, avevo deciso di farmi un regalo; ero orientato inizialmente ad un viaggio a Sharm El Sheik, ma la mia fidanzata (che poi sarebbe diventata mia moglie) mi segnalò la possibilità di iscrivermi ad un corso di “introduzione al counseling”, organizzato dalla sede ASPIC di Mestre.<br />
L’esperienza del corso introduttivo fu molto “sorprendente”, ma, grazie all’incoscienza con cui l’avevo affrontata, trascorse in maniera abbastanza tranquilla. L’idea di affrontare il master in Gestalt counseling, però, non mi convinceva molto, mi sembrava eccessivamente impegnativa, tuttavia la materia mi appassionava e per un periodo ho comunque frequentato corsi organizzati dall’ASPIC, come quello di “Counseling aziendale” e quello di “PNL e coaching motivazionale”.<br />
All’inizio del 2007 ho compiuto il grande passo: mi sono iscritto al master; è stata dura, mi sono dovuto inserire (assieme ad alcune altre persone) in un gruppo che aveva già sviluppato delle proprie dinamiche interne e mi sono sentito in difficoltà. A questo va aggiunto che sono una persona con un carattere piuttosto riservato e che il lavoro che svolgo tende a sviluppare, di base, aspetti relazionali legati più alla direttività ed al vincolo gerarchico che all’approccio rogersiano. Di conseguenza, avvertivo una pesante contraddizione tra come, in certe situazioni relazionali, ero abituato a comportarmi secondo le mie esperienze pregresse e come mi dovevo/volevo comportare nel nuovo ambiente. All’inizio ciò ha portato anche a contrapposizioni di vedute, in particolare con alcuni altri frequentatori del master, ma mi ha consentito di vivere in maniera davvero intensa questa esperienza e di considerare ogni lezione come una fondamentale tappa per il mio percorso di crescita personale.<br />
Facendo un bilancio di questi tre anni, credo di aver ricevuto molto da questa esperienza e mi rimane il dubbio che forse potevo dare qualcosa di più, ma, per adesso, va bene così.<br />
Di tutto quanto è successo, ringrazio infinitamente i miei compagni di corso, a cominciare da quelli che all’inizio mi facevano più “arrabbiare”, continuando con quelli che maggiormente – durante tutto il corso &#8211; mi hanno sollecitato con le loro “provocazioni”, per concludere con quelli con cui ero in più stretto contatto empatico. Sono stati tutti importanti.<br />
Un ringraziamento particolare va al Direttore della sede ASPIC di Mestre, Dott. Elvino Miali, che è stato un grande coach, specie nei momenti topici del corso, a tutti gli insegnanti – soprattutto per la loro Presenza (con la P maiuscola, si badi bene) durante i lavori esperienziali – ed al mitico tutor Max, sempre vicino e positivo durante tutto il percorso.</p>
<p>Trieste, 29 aprile 2010</p>
<p>Patrizio Milan</p>
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	<item>
		<title>Di: Daniele Berti</title>
		<link>http://www.aspicvenezia.org/corsi-counseling/scuola-superiore-europea-di-counseling-professionale/comment-page-1/#comment-96</link>
		<dc:creator>Daniele Berti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 15:03:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspicvenezia.org/wordpress/?p=40#comment-96</guid>
		<description>Al termine di questi tre anni nei quali lo studio di tante teorie mi han-no chiarito e confermato ciò che forse confusamente avevo intuito, a ben poco sarebbero serviti se non fossero stati affiancati dalle numerose e sempre intense esperienze di contatto con gli amici e colleghi del corso, durante le lezioni, nei CUS, e nei lavori di gruppo.
Altrettanto importanti e formativi sono stati i contatti con i docenti che ci hanno descritto e spiegato le teorie, che ci hanno accompagnato durante i workshop e i diversi momenti esperienziali di Venezia, Recoaro e Roma.
Un ringraziamento particolare va al tutor che con la sua presenza è stato un vero punto di riferimento sempre disponibile non solo per le più semplici questioni organizzative ma anche per illuminarmi, in qualsiasi momento, sui più diversi aspetti teorici ed esperieziali.
E sono proprio state tutte queste esperienze che, mentre mi hanno permesso di definire sempre con maggior precisione il percorso da segui-re, mi hanno via via dotato di tutti quegli strumenti operativi che non avevo, e dei quali sentivo la necessità.
Se all&#039;inizio di questo percorso avevo chiaro che cosa volevo raggiungere, non altrettanto chiaro era il percorso che stavo affrontando, né avevo un&#039;idea di quante risorse teoriche e pratiche avrei trovato lungo la strada.
Se al momento della partenza l&#039;obiettivo era quello di acquisire gli strumenti per realizzare un luogo nel quale offrire a chiunque, la possibili-tà di imparare ad essere felice, devo ammettere che in quel momento, di preciso, non avevo l&#039;idea presisa di che cosa la felicità potesse essere.
Ma ero certo che lo avrei capito: fiducia, partecipazione, cooperazio-ne, responsabilità, affrontare la vita con gioia perchè è il modo più effi-ciente di superare le prove che la vita ti propone, perchè è questo il bello della vita.
Uno dei motti del Mahatma Gandhi era “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” e in questi tre anni i cambiamenti nella mia vita sono stati numerosi, alcuni anche difficili e dolorosi.
Anche il dolore fa parte della vita, ma se invece di essere travolto e soffocato dal dolore, impari a leggerlo come un segnale per dare il via al cambiamento, anche il dolore, non riuscirà ad intaccare la tua felicità e questa è una delle cose più importanti che ho imparato in questi tre anni.
Non credo di poter cambiare il mondo, ma sono certo di poter coltivare tanti piccoli semi, perchè ora ho a disposizione quegli strumenti che mi permetteranno di accompagnare, chi lo desidera, lungo quel percorso che lo porterà a ri-trovare la sua felicità.
E&#039; quello che fin da bambino sognavo di poter fare, con tanta felicità.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine di questi tre anni nei quali lo studio di tante teorie mi han-no chiarito e confermato ciò che forse confusamente avevo intuito, a ben poco sarebbero serviti se non fossero stati affiancati dalle numerose e sempre intense esperienze di contatto con gli amici e colleghi del corso, durante le lezioni, nei CUS, e nei lavori di gruppo.<br />
Altrettanto importanti e formativi sono stati i contatti con i docenti che ci hanno descritto e spiegato le teorie, che ci hanno accompagnato durante i workshop e i diversi momenti esperienziali di Venezia, Recoaro e Roma.<br />
Un ringraziamento particolare va al tutor che con la sua presenza è stato un vero punto di riferimento sempre disponibile non solo per le più semplici questioni organizzative ma anche per illuminarmi, in qualsiasi momento, sui più diversi aspetti teorici ed esperieziali.<br />
E sono proprio state tutte queste esperienze che, mentre mi hanno permesso di definire sempre con maggior precisione il percorso da segui-re, mi hanno via via dotato di tutti quegli strumenti operativi che non avevo, e dei quali sentivo la necessità.<br />
Se all&#8217;inizio di questo percorso avevo chiaro che cosa volevo raggiungere, non altrettanto chiaro era il percorso che stavo affrontando, né avevo un&#8217;idea di quante risorse teoriche e pratiche avrei trovato lungo la strada.<br />
Se al momento della partenza l&#8217;obiettivo era quello di acquisire gli strumenti per realizzare un luogo nel quale offrire a chiunque, la possibili-tà di imparare ad essere felice, devo ammettere che in quel momento, di preciso, non avevo l&#8217;idea presisa di che cosa la felicità potesse essere.<br />
Ma ero certo che lo avrei capito: fiducia, partecipazione, cooperazio-ne, responsabilità, affrontare la vita con gioia perchè è il modo più effi-ciente di superare le prove che la vita ti propone, perchè è questo il bello della vita.<br />
Uno dei motti del Mahatma Gandhi era “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” e in questi tre anni i cambiamenti nella mia vita sono stati numerosi, alcuni anche difficili e dolorosi.<br />
Anche il dolore fa parte della vita, ma se invece di essere travolto e soffocato dal dolore, impari a leggerlo come un segnale per dare il via al cambiamento, anche il dolore, non riuscirà ad intaccare la tua felicità e questa è una delle cose più importanti che ho imparato in questi tre anni.<br />
Non credo di poter cambiare il mondo, ma sono certo di poter coltivare tanti piccoli semi, perchè ora ho a disposizione quegli strumenti che mi permetteranno di accompagnare, chi lo desidera, lungo quel percorso che lo porterà a ri-trovare la sua felicità.<br />
E&#8217; quello che fin da bambino sognavo di poter fare, con tanta felicità.</p>
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	<item>
		<title>Di: Ivan Carlot</title>
		<link>http://www.aspicvenezia.org/corsi-counseling/scuola-superiore-europea-di-counseling-professionale/comment-page-1/#comment-12</link>
		<dc:creator>Ivan Carlot</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 14:31:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.aspicvenezia.org/wordpress/?p=40#comment-12</guid>
		<description>Ho iniziato a conoscere il Counseling nel 2003, leggendo e parlando con amici nell&#039;intenzione di iscrivermi al master. Prima di allora avevo soltanto qualche idea approssimativa su Perls e la Gestalt, soprattutto per aver trovato notizie dell&#039;ambiente alternativo e comunitario americano, del mito di Esalen, la sua storia e la sua aurea.

Partecipando ai primi incontri all&#039;ASPIC ho avuto la sensazione di scoprire un mondo dove ero di casa! Altre volte mi era accaduto di provare questa vicinanza immediata, con una o poche persone, con una musica o un profumo, con parole o in piccoli contesti; tuttavia mai mi ero ritrovato con tanto agio in un sistema complesso e variegato di teorie, pratiche e relazioni.
Come se, a lungo nella vita, avessi girato attorno a questo ampio spazio, mio e al tempo stesso da conoscere.

L&#039;approccio centrato sulla persona e lo stile di Rogers, come si presentano negli scritti e nell&#039;insegnamento, mi hanno offerto una chiave semplice con cui aprire delle possibilità, arricchite da molteplici acquisizioni, esperienze realizzate con la scelta e il gusto dell&#039;esercizio, raffinate a partire da un contesto di scuola accogliente e aperta.

Così il master mi ha cambiato, quanto e come ho desiderato, mi ha aiutato ad arricchire le figure delle ricerche e lo sfondo delle capacità personali nell&#039;attivarle, stimolando la libertà di scelta nel cammino da intraprendere e nei successi da propormi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho iniziato a conoscere il Counseling nel 2003, leggendo e parlando con amici nell&#8217;intenzione di iscrivermi al master. Prima di allora avevo soltanto qualche idea approssimativa su Perls e la Gestalt, soprattutto per aver trovato notizie dell&#8217;ambiente alternativo e comunitario americano, del mito di Esalen, la sua storia e la sua aurea.</p>
<p>Partecipando ai primi incontri all&#8217;ASPIC ho avuto la sensazione di scoprire un mondo dove ero di casa! Altre volte mi era accaduto di provare questa vicinanza immediata, con una o poche persone, con una musica o un profumo, con parole o in piccoli contesti; tuttavia mai mi ero ritrovato con tanto agio in un sistema complesso e variegato di teorie, pratiche e relazioni.<br />
Come se, a lungo nella vita, avessi girato attorno a questo ampio spazio, mio e al tempo stesso da conoscere.</p>
<p>L&#8217;approccio centrato sulla persona e lo stile di Rogers, come si presentano negli scritti e nell&#8217;insegnamento, mi hanno offerto una chiave semplice con cui aprire delle possibilità, arricchite da molteplici acquisizioni, esperienze realizzate con la scelta e il gusto dell&#8217;esercizio, raffinate a partire da un contesto di scuola accogliente e aperta.</p>
<p>Così il master mi ha cambiato, quanto e come ho desiderato, mi ha aiutato ad arricchire le figure delle ricerche e lo sfondo delle capacità personali nell&#8217;attivarle, stimolando la libertà di scelta nel cammino da intraprendere e nei successi da propormi.</p>
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